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Archive Warning:
Category:
Fandom:
Relationship:
Language:
Italiano
Stats:
Published:
2020-04-14
Updated:
2020-05-13
Words:
6,220
Chapters:
5/?
Kudos:
1
Hits:
93

Il massaggio di Sam

Summary:

I ragazzi tornano nel motel dopo una dura caccia un po' doloranti.

Chapter Text

Era un altro venerdì sera come gli altri. Bobby aveva chiesto ai ragazzi di prendersi cura di un caso in cui lui non poteva agire. Si trattava di una strega e si sa che Dean ha sempre odiato le streghe. Non le riteneva combattenti validi e sicuri contro cui lottare, ma ciò non aveva fermato i fratelli Winchester ad occuparsi del caso e risolverlo. L'unico errore che fecero fu quello di non prepararsi un piano prima di entrare nella casa della donna per combatterla e si sono presto ritrovati scaraventati entrambi contro il muro. Inutile dire che la botta si sarebbe presto sentita e che quindi avrebbero dovuto concludere il tutto prima dell'ascesa dell'adrenalina. Uccisero la strega appena in tempo e si ritrovarono presto contro il cofano dell'impala, pieni di lividi e sangue (a quanto pare la strega non viveva senza una forma magica di bodyguard ventiquattro ore su ventiquattro che ricordava molto un vampiro mezzo mutato). Si ritrovarono presto a sorseggiare una birra che conservavano da tempo nel baule: la stanchezza non li rendeva molto loquaci e nessuno dei due commentò quanto la bevanda fosse sgasata o calda. Fu Dean il primo a proferire parola ma si notava che in realtà il suo intento era semplicemente quello di rimuovere quella quiete che si era venuta a creare. Non che fosse estremamente fastidioso o imbarazzante ma era risaputo che Dean preferisse una battuta facile ad un silenzio tombale.
"Sai Sammy, quella strega aveva i tuoi stessi capelli, sicuro non foste lontani parenti?" disse Dean con il suo solito fare desisorio "Avresti potuto chiederle che balsamo usasse prima che le sparassimo".
Ciò che ricevette fu una lungo e falsamente scioccato sguardo che non lasciò molto all'immaginazione. "Dean se sei geloso dei miei capelli basta dirlo e ti insegno qualche trucco, non c'è bisogno che ti nascondi dietro queste battute".
Il fratello maggiore rimase scioccato solamente per qualche millisecondo prima di riacquistare quel famoso ghigno che così tanto lo contraddistingueva dagli altri "Oh Sammy l'unico che qua potrebbe insegnare trucchetti sono io" rispose e con questa ultima frase si alzò e si mise al volante dell'Impala prima che Sam potesse rispondergli.
Un quarto d'ora e quattro canzoni rock dopo si ritrovarono alla porta della loro stanza del motel che poco prima avevano affittato. Solo in quel momento si resero conto di quanto in realtà fossero stanchi e stremati e, senza neanche cambiarsi né farsi una doccia, si infilarono sotto le coperte dei loro letti e caddero in un sonno profondo. ----- Si svegliarono il giorno dopo che erano quasi le due del pomeriggio, affamati e non del tutto profumati. Si fecero una doccia, andarono al ristorante più vicino e si presero hamburger ed insalata senza badare a spese. Dean si ritrovò a chiedere una doppia porzione utilizzando la scusa del 'scusatemi ma sono incredibilmente stanco' e se ne tornarono in motel. Solo lì si accorsero che qualcosa non andava, o almeno Sam si accorse che Dean si muoveva strano. "E' una cosa da niente" aveva risposto Dean alla domanda sul perché si muovesse tutto storto con le spalle e fu solo dopo mezz'oretta buona e venti suppliche forzate che il fratellino finalmente gli estrapolò le parole di bocca: a quanto pare il nostro caro Dean, all'atterraggio da quel famoso volo che la strega aveva fatto fare ai ragazzi, era caduto con tutto il suo peso sulla spalla sinistra e non riusciva più a muoverla liberamente. A dirlo tutta non la si poteva neanche toccare dal dolore che provava ma questo Sam non doveva per forza saperlo. "Lascia che ti aiuti" aveva detto il minore e Dean non riuscì a resistere a quegli occhi che lo pregavano di aiutarlo, quegli stupidi "puppy eyes" che il più piccolo ha sempre utilizzato per ottenere tutto quel che desiderava. Gli fece togliere la maglietta per ispezionare la ferita ma non c'era alcun graffio da dover essere disinfettato e cucito. Era semplicemente una gran bella botta che si sarebbe sistemata con il tempo. Peccato che la botta non se ne andò neanche nel giro di una settimana e il maggiore dei due Winchester fu trascinato forzatamente dall'altro all'ospedale. A quanto pare non era nulla che con un massaggio non potesse essere rimesso a posto ma con la mancanza di denaro che ha sempre contraddistinto i due fratelli, se ne tornarono a casa con una preoccupazione e un dubbio in più. "Se vuoi posso provarci io" aveva proposto Sam una volta tornati in hotel e non fu che fino al giovedì della settimana dopo la caccia che Dean acconsentì. Alla fine non sarebbe stato nulla di grave, un fratello che aiuta l'altro nel momento del bisogno, nulla di strano o eccessivamente effeminato, aveva pensato Dean.

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Ancora nella loro stanza Sam fece sdraiare Dean sul suo letto, gli fece togliere la maglietta e gli impose di non muoversi. Si alzò un attimo per prendere dell'olio dalla borsa e si sedette accanto al fratello a bordo del letto. Non voleva che l'altro si sentisse troppo a disagio e per questo cercò di lasciargli comunque tutto lo spazio di cui necessitava.
"Quando ero a Stanford presi delle lezioni con Jess su come fare massaggi, nulla di eccezionale o complicato, ma penso che con un minimo di impegno possa riuscire a fare un buon lavoro" disse mentre lasciava cadere alcune gocce di olio sulla schiena del fratello. Dean era sdraiato accanto a lui con il volto rivolto dalla parte opposta e ascoltava come le parole che stesse pronunciando Sam cadessero dalle sue labbra come dolci, serene e spensierate. Sam cominciò a spalmare l'olio sulla schiena del fratello e in ogni punto in cui passavano le sue mani Dean sentiva il calore espandersi. Sebbene non lo avrebbe mai detto ad alta voce, il ragazzo sapeva quel che faceva e cominciò a rilassarsi fin da subito, abbandonandosi a quelle mani che con così tanta destrezza rendevano il dolore alla spalla un ormai lontano ricordo.
Le mani di Sam si muovevano lungo tutta la sua schiena, passando attraverso le scapole fino ai muscoli del collo, per poi scendere verso il basso andando a premere sui muscoli a fondo della schiena. Ripeteva poi il processo modificando la pressione che ogni volta poneva nei passaggi. I polpastrelli scorrevano dolcemente per tutta la sua schiena e sapevano trovare i posti più dolorosi del suo corpo. Man mano che la sessione continuava Dean si accorse che così come diminuiva il dolore, al contrario aumentava il piacere, fino a rendersi conto, con rammarico, che un nuovo problema era insorto. Cercò di far finta di niente e non disse nulla a Sam ma la voglia di alleviare quella pressione nel basso ventre si stava facendo sempre più insopportabile. Cercò in tutti i modi di farselo andare via, pensando a qualunque cosa disgustosa e letale gli venisse in mente, ma quelle mani sulla sua schiena rendevano ogni suo piacere incredibilmente piacevole, trasformando tutto in bellissimi sogni.
Ad un certo punto Sam riaprì bocca e gli chiese come pensasse stesse la sua spalla per interrompere almeno un minimo quel silenzio che si era venuto a creare, ma tutto quel che ricevette furono piccoli e quasi inesistenti mugolii. Riprovò più volte con domande diverse ma Dean non ne voleva sapere di aprir bocca e rispondere coerentemente alle sue richieste. Alla fine si arrese e continuò il massaggio senza ricevere le risposte che desiderava, ormai aveva capito che da Dean non avrebbe ricevuto altro e si limitò a pensare che stesse facendo un buon lavoro, sebbene il diretto interessato non rispondesse.
Se da una parte c'era Sam dispiaciuto per le domande dette al vento, dall'altra c'era Dean dispiaciuto perché non poteva rispondere al fratello: avrebbe voluto far conversazione, complimentarsi con Sammy perché stava facendo un bellissimo lavoro, ma se mai avesse aperto bocca quel che poteva uscire avrebbe reso tutto decisamente molto imbarazzante. Non è una cosa da tutti i giorni essere capaci di far eccitare il proprio fratello inconsciamente e di sicuro Dean non voleva vedere che cosa sarebbe successo se Sam se ne fosse accorto. Grazie ma no. Per questo motivo si limitò a risposte a bocca chiusa, che non permettevano ai suoi pensieri incauti di uscire dalla sua bocca e rendere il fratello partecipe del suo momento di eccitazione più sbagliato degli ultimi venticinque anni.
Dopo un'oretta arrivarono alla conclusione silenziosa che il massaggio bastasse e fosse arrivato alla fine. Il minore si alzò e andò a lavarsi le mani, mentre Dean rimase a letto a pancia in giù per aspettare il momento in cui la sua erezione fosse passata. Fu solo dopo dieci minuti dalla fine che ringraziò il fratello e si complimentò, alzandosi (con un problema risolto fra le gambe) e stiracchiandosi e si offrì di andare a comprare la cena, dato che ormai si erano fatte le sette di sera.
Finita la cena optarono per andare a letto e decisero che la sera dopo sarebbero andai a bere qualcosa insieme al bar più vicino. Uno voleva ubriacarsi per dimenticare l'incidente di quel pomeriggio e l'altro voleva semplicemente passare una bella serata con l'altro. Spensero le luci e si addormentarono entrambi con il sorriso sulle labbra.
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