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La prima cosa che sentì al suo risveglio fu un terribile mal di testa. Un martellare impossibile che gli tormentava la testa in quella giornata assolata. Era sotto una palma, in un'oasi in mezzo al deserto.La stessa che avevano raggiunto lui e Nicolò, la sera prima.
Ricordava il freddo pungente di quella notte, ricordava Nicolò tremare nelle sue vesti leggere. Ricorda di essersi avvicinato, di avergli offerto un po' di calore per sopravvivere alla notte. Ricordava perfettamente gli occhi chiari dell'altro, mentre avvolti dal suo mantello, Yusuf aveva tentato di baciarlo. Subito dopo un forte colpo alla testa poneva fine a tutti i suoi ricordi.
- Sei sveglio finalmente. - Disse Nicolò sovrastandolo in piedi e con le braccia incrociate.
- Mi sarei svegliato prima se qualcuno non avesse deciso di uccidermi. - Rispose prontamente il moro, alzandosi con fatica da terra. Gli girava un po' la testa.
Nicolò spostò una mano sul fianco e l'altra sull'elsa della sua spada, studiando ogni mossa dell'altro.
- Dovresti badare alle tue azioni infedele. Quello che stai tentando di fare è sacrilego. - Lo rimproverò il più giovane, non sortendo però l'effetto desiderato. Perché Yusuf di rimando gli regalò un sorriso compiaciuto, prima di parlare: - Da quando in qua l'amore è qualcosa di sacrilego? - Si avvicinò a lui, notando con piacere le guance dell'altro arrossarsi. - È forse sacrilego provare un sentimento così puro e peccaminoso? - si avvicinò ancora e Nicolò strinse la presa sull'elsa. - È sacrilego bramare le tue risate come l'acqua in mezzo al deserto? - Yusuf prese il mento dell'altro tra le dita, incrociando i loro sguardi. - Non c'è niente di più sacro per me che bramare le tue labbra ancora una volta. - Riuscì appena a pronunciare tali parole, che sentì una forte fitta allo stomaco. Sentiva chiaramente il sangue fuoriuscire dalla ferita, mentre sempre più debole, si accascia a terra.
Nicolò estrasse la spada dall'altro non appena toccò terra.
- Blasfemo. - Inveì Nicolò, la faccia rossa come un peperone. - Sarai la mia rovina... - Disse tra sè e sè, mentre tentava di calmare il battito di un cuore blasfemo quasi quanto dello di Yusuf.
