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Summary:

Dopo la pietosa sconfitta di Loki, Thor lo portò legato come una bestia e lo presentò a Odino, prima però gli furono fornite cure mediche e i guaritori vennero così a conoscenza che era stato torturato e che la sua mente era stata distrutta dalla tortura e dagli effetti della pietra della mente.
Viene stabilito che l'invasione non era colpa sua.
Odino deve solo punirlo per i suoi crimini prima della sua caduta: viene liberato ma la sua magia gli viene tolta perché nessuno può fidarsi di lui con il potere in questo momento. Odino spiega che riavrà i suoi poteri una volta che si sarà guadagnato la loro fiducia, ma Loki è sconfitto così completamente che pensa che non ci sia speranza per lui, non riesce a pensare di vivere con le persone che gli hanno dato solo dolore e tradimenti, chiede se può lasciare Asgard per vivere in pace.
La sua richiesta viene negata perché Frigga non può lasciarlo andare dopo tutta la disperazione che ha affrontato, vuole che faccia ancora parte della famiglia.
Loki lo prende come un ulteriore atto di sfiducia nei suoi confronti.

Notes:

Questa storia è stata creata su un'idea di twinklestar212. Spero di essere all'altezza delle aspettative.

Chapter 1: 1: Arrivo ad Asgard

Chapter Text

Era legato come un animale, un essere inferiore, era così che lo vedevano? Non era stupido, lo avevano sempre messo in secondo piano, deriso, umiliato, disprezzato e calunniato. Ora tutti erano sicuramente più felici, era stato finalmente messo al suo posto: in catene.

Sentiva su di sé gli sguardi disgustati degli einherjar, sapeva che alcuni di loro avrebbero voluto trafiggerlo anche per la sua vera natura mostruosa, ma a Loki non importava più e se trovava strano che il suo viaggio fosse terminato nelle sale di guarigione anziché davanti all' All Father non gli diede peso, anche se forse le parole sconvolte di Lady Eir avrebbero dovuto.

<<Cosa hai fatto? >> Ci mise un po' a capire che non si stava rivolgendo a lui ma al vero figlio di Odino che lo aveva trascinato in giro come un cane al guinzaglio, lui che si professava suo fratello lo stava trattando al pari di una bestia.

Le mani esperte della donna gli cullarono il viso e cercarono rapide il meccanismo che avrebbe rilasciato la sua museruola.

<< Lady Eir ho dovuto… >>

<<Silenzio! Non ti è bastato ciò che gli hanno fatto i nani con il benestare di tuo padre? Tu che lo tenevi fermo mentre quei vili gli cucivano le labbra! >>

Il volto del figlio di Odino si scurì. << Era una punizione per ciò che aveva fatto. >>

<<Una crudeltà! Per cosa poi? Per una manicata di capelli persi? Vattene! Intralci il mio lavoro. >> Lo congedò in malo modo e per quanto Thor volesse contraddirla sapeva bene che era meglio che farla arrabbiare. La sala delle guarigioni era il regno di Eir e nessuno, nemmeno il Padre Onnipotente poteva scampare alle rimostranze della loro guaritrice. << Mio povero ragazzo, cosa ti hanno fatto. Mio povero principe. >> Borbottò mentre eliminava con cura la museruola e lo osservava con occhi attenti e carichi di dolore.

Loki sapeva che non poteva meritarsi quel tipo di amore da parte sua ma per qualche istante la sua mente traditrice lo portò indietro a tempi migliori, dove Lady Eir era sempre attenta alle sue cure verso di lui e alla sua curiosità sulla magia della guarigione.

<< Non posso togliere queste - indicò con rabbia le catene – ma farò del mio meglio per voi altezza. >>

Le sopracciglia di Loki si aggrottarono. <<Non sono più il tuo principe. >>

Le mani della donna slacciarono alcuni punti della sua armatura, permettendole di vedere sotto. << Decido io chi è il mio principe, altezza. Ora sedetevi e bevete questo. >> Gli porse una fiala con all'interno un liquido azzurro.

<<Perché guarirmi? Io sono per l'ascia. >>

Lo sguardo duro che ricevette lo fece zittire e senza più dire altro fece come gli era stato detto, in un colpo svuotò l'intera fiala amara.

<< Aspetta un attimo. >>

Chiuse gli occhi e lasciò che il suo destino si svolgesse senza altre interferenze da parte sua, se avesse aperto gli occhi avrebbe visto l'orrore e la furia sul volto della guaritrice mentre metteva in luce tutte le sue ferite e le torture subite, ma l 'orrore più grande fu quando mise a fuoco la sua mente: era completamente distrutta, fatta a pezzi.

Lo smorzatore venne attivato attorno alla forgia dell'anima, Loki sentì i suoi benefici quasi immediatamente, il sonno prese il sopravvento e lui non lo combatté, perché avrebbe dovuto? A cosa sarebbe servito? Sperava solo che la sua fine sarebbe stata così bella, rapida e indolore, era così stanca di tutto ciò che lo circondava.

 

Il suo risveglio fu lento e graduale, non sapeva davvero per quanto tempo fosse rimasto incosciente ma sicuramente ciò che notò era che si trovava ancora nelle sale di guarigione.

La notte fuori dalle grandi finestre era tranquilla e i rumori che accompagnavano le serate del regno eterno erano gli stessi che ricordava da bambino.

Sospirò riempiendosi i polmoni di quell'aria così profumata che una volta sapeva di casa, ora era solo un profumo come un altro.

<< È ancora presto altezza, riposate ancora un po'. Vi sveglierò quando sarà il momento. >> La voce calma e pacata di Lady Eir lo riaccompagnò nel sonno senza sogni.

La seconda volta che aprì gli occhi si sentiva più riposato e meno dolorante, le catene erano ancora si suoi polsi ma le ferite che aveva avuto durante la battaglia erano state guarite. Pensò che in fondo era stato uno spreco, nella morte essere sano non sarebbe servito a niente.

Le guardie entrarono, dorate, splendenti e rumorose come sempre. << L'All Father ordina la tua presenza. >> Non aspettarono che rispondesse, non serviva, nessuno osava disubbidire a Odino. Nessuno tranne Loki, il vecchio Loki, quello che tutti si aspettavano che fosse ancora ma che non aveva mai smesso di cadere e che ormai era morto da molto tempo, sepolto sotto un mare di bugie.

Senza offrire il più piccolo spunto di ribellione si alzò e li seguì senza emettere un suono, le guardie gli legarono altre catene e lo portarono davanti al loro re.

Il rumore del metallo contro la pietra era l'unico suono che si poteva sentire, tutti coloro che li incrociavano lo fissavano con disprezzo o odio. Credette anche di aver visto per un attimo Lady Sif ma ovviamente non era possibile. Lei era il cucciolo innamorato di Thor, dove c'era il tonante c'erano lei e i tre idioti.

Davanti alle grandi porte si fermarono e lì, splendente come il sole c'era il figlio di Odino con i suoi tre immancabili leccapiedi, quindi forse era davvero Sif quella che aveva visto nei corridoi? Forse, ma cosa importava ormai, la sua vita finalmente stava per concludersi, sperava vivamente che Odino non la tirasse tanto per le lunghe. << Lasciate, ci penso io. >> La voce possente di Thor suonò sicura e cupa.

<< L'All Father ha chiesto che fosse scortato per sicurezza fin dentro al trono. >>

Vedeva chiaramente lo scontento su quel volto che una volta aveva considerato suo fratello ma che in realtà non era altro che un bugiardo e un approfittatore, come tutti gli altri. Era quasi ironico che fosse lui il Dio dell'inganno, mai titolo fu più sbagliato.

La rabbia si tinse sul volto del principe dorato ma annuì capendo di non poter contrastare gli ordini del re. <<Così sia. >>

Le grandi porte vennero aperte e Loki venne scortato il suo interno sotto lo sguardo del consiglio al completo; sul trono stava Odino che stringeva tra le mani gungnir e come sempre l'All Mother era al suo fianco. Per quanto amore Loki avesse provato per lei non poteva fare a meno di considerare anche lei una bugiarda.

Quante volte da bambino si era rifugiato fra le sue braccia credendo alle sue parole? Parole che ora erano come cenere nei suoi ricordi.

Esattamente come nei lunghi corridoi in pietra l'unico rumore era quello delle catene, il silenzio, nonostante le diverse persone presenti, era quasi assordante.

Le guardie si fermarono davanti al trono e senza che nessuno lo obbligasse si inginocchiò, che senso aveva rimanere in piedi? Cosa doveva ancora dimostrare?

Forse, per una volta nella sua lunga vita, l'All Father poteva mostrare misericordia e ucciderlo subito?

Udì il lieve sussulto dell'Tutta Madre al suo inginocchiamento ma nient'altro, si rifiutò di sollevare lo sguardo da terra, non voleva vedere la falsità dei loro occhi puntati su di lui.

<<Loki. >> La voce di Odino rimbombò fra le possenti mura. << Sei qui per essere giudicato per i tuoi crimini. Ovunque tu vada porti dolore, rovina, morte e miseria. Hai esposto il regno di Midgard a forze che avrebbero potuto devastarlo, eppure Lady Eir mi ha mostrato che tutto questo non sarebbe opera tua. >>

Il brusio nella sala del trono si fece forte, anche la voce del tonante si unì a loro, dunque come sempre Odino non lo aveva messo al corrente di tutto?

Ma le voci si assopirono non appena sbatté a terra la lancia. << Da ciò che il capo guaritore afferma hai subito per molto tempo torture ripetute e l'influenza della pietra della mente. >>

Di nuovo le voci si sollevarono e stavolta più forti di prima ma a Odino sembrava non importare perché proseguì zittendo di nuovo tutti. << Ciò che Lady Eir dice è che la tua mente non è più integra, avrai bisogno di tempo e cura per guarire e riparare il danno. >>

Non aveva bisogno di cura, aveva solo bisogno del sonno eterno e basta, perché non volevano concederglielo semplicemente. Lo avrebbe preso volentieri, era così stanco di tutto questo circo a cui doveva essere sottoposto.

<< In base a tutto questo non posso renderti responsabile dell’attacco verso Midgard, ben diverso è invece la tua punizione per aver quasi distrutto Jotunheimr con il bifrost. Il danno che hai fatto è stato limitato dall’arrivo di Thor, per questo dichiaro che la tua magia ti verrà sottratta affinché tu possa capire ciò che hai compiuto e una volta che avrai riguadagnato la nostra fiducia ti verrà restituita. >>

Sollevò lo sguardo finalmente guardando colui che una volta si era professato suo padre, sembrava in attesa di una sua reazione, Loki prese un respiro profondo e parlò. << All Father sono d’accordo con la tua punizione, ma ti chiederei qualcosa prima. Una volta che mi sarà tolta la magia, potrei chiedere anche la fine della mia vita? Sono stanco. >>

Frigga era chiaramente sconvolta e forse lo era anche il tonante da come si agitava vicino a lui, di tutte le altre voci non importava.

<< Silenzio! >> Ordinò il re. << Chiedi che la tua vita finisca, non posso accontentarti, la tua mente è a pezzi e questa tua richiesta mi fa capire quanto sia distrutta effettivamente. Il Loki che ben conosciamo non farebbe mai una simile richiesta. >>

Parlò liberamente. << Il Loki che voi conoscevate è morto cadendo dal bifrost, negato da colui che si faceva chiamare padre. >> Le voci esplosero e ci volle un colpo secco di gungnir per rimettere tutti a tacere. << Quel Loki era il prodotto delle bugie di tutti, io non sono lui e non posso esserlo. Volete la mia magia, prendetela, non mi appartiene e nemmeno questa vita, vi chiedo di prenderla. >>

Frigga era distrutta, Odino lo fissava impietrito e Thor sembrava indeciso che fosse un trucco perché la paura che fosse tutto vero era sicuramente troppo da affrontare per lui.

Con un movimento leggero Odino prese la sua magia, Loki si sentì svuotare da quella forza che lo aveva accompagnato fino a quel punto. Si sentì vuoto, solo e da un lato ancora un passo più vicino alla fine.

<< Non posso fare ciò che mi chiedi, per volere di Frigga rimarrai qui e sarai di nuovo un membro di questa famiglia. >>

Abbassò la testa sconfitto. << Se devo rimanere in vita va bene. >> Sussurrò piano. << Ma preferirei essere esiliato, ovunque voi volete padre degli dei. >>

<< Odino… >> Il lamento dell’All Mother fu tutto ciò che si sentì per un breve attimo.

<< No, tua madre ne soffrirebbe. >>

Sollevò piano lo sguardo osservandolo attento e con tranquillità ammise ciò che nessuno voleva capire. << Lei non è mia madre. >>

<< Loki! Come osi! È nostra madre! >> La furia di Thor venne interrotta da Frigga stessa che finalmente lasciò il fianco dell’All Father per scendere e prendere il volto di Loki fra le sue mani.

<< Bambino mio… >> Sussurrò piano cercando di trattenere la tristezza ma chiunque poteva ben vedere le lacrime che si stavano accumulano nei suoi occhi.

Con gentilezza scostò il viso dalla sua presa gentile. << Mi dispiace ma no, non sono più quel bambino a cui hai mentito per mille anni. Lui è morto cadendo dal bifrost. >>

Poteva chiaramente vedere il momento in cui il cuore di Frigga si era spezzato nell'udire quelle parole, ma ora non importava più, era stanco e le guardie lo stavano portando via su ordine di Odino, in tutto quello che era successo essere rinchiuso nelle sue vecchie stanze fu semplicemente deprimente.