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Language:
Italiano
Stats:
Published:
2025-05-01
Updated:
2025-05-05
Words:
1,899
Chapters:
2/?
Hits:
7

La Guerra del Graal della Città Eterna

Summary:

Sette Maghi si contendono tra loro il potere del Graal in una grande guerra. Chiara, appartenente ad una vecchia ma ormai decaduta casata, decide di parteciparvi per recuperare l'onore perduto della famiglia e guadagnare il suo.

Chapter 1: Voglia di riscatto

Chapter Text

All’interno di un piccolo appartamento, a cinque minuti dall’università, risuonava un suono assillante ma ormai solito e sempre puntuale: la sveglia di un telefono. Segnava le sette e mezza di mattina, ma Chiara ancora non dava segnali di volersi alzare, privilegio che si poteva permettere non essendo pendolare e di cui abusava spesso. Spostarsi ogni giorno da quel suo paesino brullo e desolato sarebbe stato impossibile, quindi, dovendosi trasferire, tanto valeva trovare un luogo vicino comodo. Certo quello non era il migliore degli appartamenti (e nemmeno il più spazioso), ma per ora sarebbe dovuto bastare. Nel suo destino vi erano cose grandi, lei lo sapeva.

Nonostante il rumore che la invitava ad alzarsi, lei era ancora distesa nel letto, con gli occhi aperti, perfettamente sveglia. Al terzo richiamo del telefono (che ormai segnava le sette e quarantacinque) finalmente allunga il braccio e lo spegne. Tasta il comodino accanto per prendere i suoi occhiali lì posati. La solita calma e lentezza che caratterizzava la sua routine quotidiana oggi era sostituita da un certo nervosismo che si mostrava nei suoi movimenti. Quel giorno c’era qualcosa di diverso che la turbava e non lasciava i suoi pensieri. Forse le ore di lezione che la aspettavano l’avrebbero calmata.

Ed invece fecero riaffiorare in lei quel senso di profondo disgusto che provava da un certo periodo. Perché sprecare così tanto del suo tempo e spazio mentale per una cosa così... inutile? Per lei aver accettato di intraprendere quel percorso universitario fu come ammettere sconfitta, che non sarebbe mai stata abbastanza capace o… potente. Una vera mentalità da perdente, comune nella sua intera famiglia, rimasta nel loro paesino a rimuginare sui giorni di grandezza ormai finiti e che ora speravano che lei potesse trovare una “vera” professione.

E per lo più, l’avevano convinta a studiare giurisprudenza, come se le leggi umane importassero qualcosa nel gran schema delle cose.

Quelle ore furono noiose ed eterne. Essere circondata da persone così ignare dei veri meccanismi del mondo le dava un certo ribrezzo, il suo vecchio sangue nobile stava pian piano risalendo e ribollendo in lei. Il nervosismo per ciò che doveva fare la stava mangiando dentro. Ma non si poteva tirare indietro, andava fatto.

Nel ritorno a casa non riusciva a smettere di tremare. Oggi avrebbe evocato il suo Servant, oggi avrebbe ridato gloria a lei e alla sua famiglia. Il nome degli Avignati era ormai da tempo decaduto, ma ancora abbastanza importante da ricevere l’invito. Una settimana fa, infatti, il papato aveva mandato un’importante lettera a tutti gli esponenti delle grandi casate magiche del paese: il Graal era tornato, finalmente, a rimbombare ed emettere il suo richiamo. Una nuova guerra era alle porte.

In Italia c’erano una ventina di famiglie ritenute eleggibili, ma solo sette potevano partecipare nella guerra. Inoltre, molte di queste ormai avevano abbandonato la magia, decidendo di integrarsi completamente nella società umana. Usarono la loro maggior conoscenza del mondo per diventare potenti industriali o politici, buttando di conseguenza il loro vero potenziale magico e sprecando il loro mana, fino a diventare quasi indistinguibili dagli uomini. Questi obiettivi, così terreni e frivoli non la interessavano minimamente: ciò che lei voleva era l’infinito sapere, l’onniscienza, i poteri degli Oracoli. La massima ambizione che una Maga può avere.

E per questo motivo aveva passato l’ultima settimana a rifinire e studiare i preparativi: studio esaustivo delle magie, lunghe ore di riposo per rifocillarsi di mana e soprattutto creare il cerchio di evocazione. Quella non fu un’operazione semplice, essendo il suo appartamento così piccolo. Dovette smontare il tavolo della cucina così da poterlo togliere: avrebbe usato il pavimento della stanza come superficie. Per l’intera settimana ha dovuto mangiare sulla scrivania nella sua camera.

Mentre camminava pensava se mancasse qualcosa al tutto e si ripassa i passaggi finali. Finalmente, ecco la porta di casa sua. Entra e con forza e fretta chiude la porta. Era il momento. Si ferma un attimo a guardare il cerchio di evocazione, il corpo si riempie di ansia, le manca il fiato.

Sarebbe entrata in guerra ora, la sua vita sarà in costante pericolo. Orribili presagi di morte le giravano per la testa. Fa’ un sospiro profondo per ricomporsi, non era ora il momento di avere ripensamenti.

Le parole, le parole dell’evocazione, quali erano? Eccole, eccole, una ad una le stavano tornando in mente.

Poggia una mano sul cerchio. Questo si illumina, riempito dal mana che lei stava trasferendo. Recita queste parole:

“O’ grandi eroi, servitori dell’umanità,

ascoltate il mio richiamo.

Un richiamo di guerra,

il compimento di un’ultima grande opera.

O’ giungete a me,

dei fatti carne!”.

Una grande quantità di energia venne liberata in quel momento, spingendo Chiara indietro. Si generò pure un grande rumore, facendo tremare le pareti.

Davanti a lei ora si stagliava una donna luminescente: una foltissima, riccia chioma di capelli dorati le venivano giù dal capo, contrastando il suo vestito, elaborato e ricco, ma nero che comunque sembrava emanare luce. Poi si spense.

La sua voce, con un tono elegante ma severo, rimbombò nella stanza.

“Siete stati voi ad evocarmi?”