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Rating:
Archive Warning:
Category:
Fandom:
Relationship:
Characters:
Language:
Italiano
Collections:
P0rn Fest #06 - Sempre più su!
Stats:
Published:
2013-04-28
Completed:
2013-04-28
Words:
2,098
Chapters:
2/2
Kudos:
7
Hits:
305

I don’t own emotion, I rent.

Summary:

Mr. Gold/Ruby, “Questo mese non abbiamo i soldi per pagare l’affitto.”
[Flashfic scritta in occasione del P0rn Fest organizzato da Fanfic_Italia.]
+ piccolo extra /o/

Notes:

Buonsalve 8D
Storiella scritta per il P0rn Fest, come già detto, e per inaugurare l'accounto su AO3 *_*
Il titolo è una citazione a (ahahahahaha) Rent. Cercavo citazioni legate al pagamento o meno dell’affitto, ed ovviamente sono incappata in citazioni del musical. Spero non faccia troppo a cazzotti con la flashfic :°D

Boh, potrei passare ore a tediare il mondo con le mie teorie sul perché e percome Ruby e Mr Gold hanno trescato per ventotto anni in allegria, ma immagino che il mondo ne sarebbe – duh – tediato.
Per cui meglio lasciar perdere XD

NB: Once Upon a Time non è mio. Sob.

Chapter Text

“Questo mese non abbiamo i soldi per pagare l’affitto.”
È assurdo come le parole ti escano facilmente. Gold ti guarda, si sposta dall’ingresso del suo negozio per farti passare e ti segue senza dire una parola nel retro bottega.
È assurdo che ogni passo alle tue spalle ti faccia annodare lo stomaco con la stessa forza e ferocia di sempre. Li conti nella tua testa – piede, bastone, piede; piede, bastone, piede – e trattieni il fiato quando varcate la soglia ed il rumore si ferma.
Ti slacci la camicetta da sola, senza nemmeno voltarti; la gonna viene fatta scivolare fino ai piedi subito dopo, ed è allora che senti il rumore del bastone che viene lasciato cadere a terra, e fruscio di stoffa e alla fine le mani di Gold sulle tue spalle.
Raramente ti giri. Ancora più raramente senti le sue mani da qualsiasi parte che non siano i fianchi, a massaggiare piano come se volesse tranquillizzarti, come se non credesse nemmeno lui al corpo che sta stringendo. Si spinge lentamente in te ed ogni volta c’è quell’istante in cui socchiudi gli occhi e preghi che tutto si fermi perché è sbagliato e ingiusto e farà male, è una certezza così radicata nel profondo della tua mente che la prima fitta che senti al ventre ti costringe ad appoggiarti con entrambe le mani al mobile – sedia, arcolaio…? Non sai nemmeno contro cosa ti stai facendo scopare, perfetto – e ti lascia senza fiato. Non è dolore. Ha smesso di esserlo almeno… non ricordi quanti anni fa.
È assurdo quanto ti sia facile allargare meglio le gambe e piegare il busto in avanti per migliorare l’angolo delle spinte.
Ed è assurdo che quando senti le sue dita che ti sfiorano il ventre e scendono a toccarti il clitoride tu trovi tutta questa follia ancora più disgustosa; non è lui. Ha smesso di essere solo lui. Sei tu, è la situazione. È il gemito più forte che soffochi contro l’avambraccio mentre senti il piacere salire e bruciarti la pelle fino alla punta delle dita.

“Hai portato i soldi dell’affitto al signor Gold?”
“Sì, nonna.”
“Ti ha detto niente?”
“No, nonna.”
“Non capisco perché non possa venire a prenderseli da solo. Cos’altro pretenderà, poi, la colazione in camera?”
Nascondi i soldi nel barattolo sotto il letto e chiudi stretti gli occhi. È per le emergenze, ti ripeti a cena; è per poter fuggire da questo buco di paese, decidi sparecchiando i tavoli ed intascando le mance; è perché quei soldi non deve averli, il signor Gold; è perché non è giusto.
Guardi il calendario e conti i giorni fino alla prossima scadenza in silenzio.


 ~End.