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La luce del sole al tramonto filtrava appena tra le tende rosse socchiuse della camera di Xanxus.
Questi guardava con un sopracciglio inarcato Dino, che si era messo tra lui e la porta della stanza con la mano stretta attorno al manico della frusta.
"Non ti farò uscire di qui, Xanxus" ringhiò Dino.
Xanxus scoprì i denti, lanciando un'occhiata alle sue pistole posate sopra la scrivania vicino la finestra.
"Non starmi tra i piedi, Cavallo Pazzo" ordinò.
Dino strotolò l'arma, lo schiocco della corda riecheggiò nella stanza nonostante avesse colpito uno spesso tappeto.
"Squalo ha detto che sono tre giorni che non riposi neanche un momento", fece, "lui e Lussuria sono incapaci di negarti qualcosa per troppo tempo, e gli altri Varia neanche ci provano".
Xanxus sbuffò sardonico e raggiunse l'altro in due passi, piegando appena il capo di lato in modo da guardarlo dall'alto.
"Pensi di potermi fermare?" chiese in un soffio.
Dino ne incontrò lo sguardo con un sorrisetto.
"Sono il tuo Guardiano della Nuvola. Sono il più forte tra loro".
Xanxus lo guardò divertito.
"Credi di essere più forte di me?".
Dino strinse il manico della frusta fino a fare sbiancare le nocche.
"Nessuno è al di sopra delle tue leggi, Xanxus, neanche tu", dichiarò, "e una delle tue leggi dice che chi ti è fedele non lascerà che qualcuno ti faccia del male".
Xanxus gli afferrò i capelli color miele strattonandogli indietro il capo.
"Stai tirando troppo la corda, Cavallone".
Dino ghignò, avvolse la frusta attorno alla caviglia di Xanxus e la propagò con le Fiamme della Nuvola, facendo in modo iniziasse ad avvolgergli il resto del corpo.
"Le tue leggi sono assolute, mio Cielo".
Xanxus gli lasciò i capelli di scatto, spingendolo all'indietro, e usò la Tempesta sulla maglia nera di Dino, che iniziò a sgretolarsi a causa del fattore di distruzione della Fiamma.
Dino sgranò gli occhi e lasciò cadere la propria frusta così da avere le mani libere per togliersi sia il cappotto che la maglietta. Alzò il capo verso Xanxus, vedendolo sogghignare con il manico della frusta sotto lo stivale, e digrignò i denti.
"Mi fai incazzare", ringhiò, "non esiste niente di più sacro delle tue leggi, eppure le ignori, come una divinità che bestemmia nel proprio tempio".
Xanxus calciò via la frusta.
"Sei tu che mi stai mancando di rispetto".
Dino strinse con forza i pugni, poteva sentire la sua Fiamma della Nuvola aumentare di potenza tanto da quasi schiacciare quella del suo Cielo.
"Tu stai mancando di rispetto alle leggi", sottolineò, "la mia Famiglia fa rispettare le leggi dei Vongola dai tempi di Secondo Cavallone, e io non sarò da meno".
Xanxus grugni frustrato roteando gli occhi, si passò una mano tra i capelli mori.
"Sei un pegaso così docile, solitamente", disse, "ti sei improvvisamente ricordato di essere un cavallo selvaggio?".
Dino si avvicinò e socchiuse gli occhi castani.
"Adoro inginocchiarmi al tuo altare e supplicare il tuo tocco", sussurrò, "ma non posso essere docile e sottomesso mentre metti a rischio la tua salute".
Xanxus si umettò le labbra, gli avvolse i fianchi con un braccio attirandolo contro il proprio petto.
"Mi hai nascosto un lato affascinante della mia Nuvola".
Dino gli avvolse le braccia attorno al collo, strofinò il naso contro la giugulare di Xanxus inspirandone l'odore intenso simile a quello di un camino acceso.
"Pensavo ti piacesse quando sono un pegaso sottomesso" soffiò.
Xanxus sbuffò divertito, indietreggiando fino all'immenso letto.
"Preferisco i cavalli selvaggi".
Dino ridacchiò, gli tolse le braccia dal collo e gli poggiò il palmo sul petto, sentendo il calore della sua pelle nonostante la camicia bianca.
"Io invece preferirei cavalcarti" provocò.
Xanxus si umettò le labbra sgranando gli occhi eccitato, si mise seduto sul bordo del letto con le gambe aperte.
"Sicuro?" chiese.
Dino si mise in ginocchio tra le sue gambe, gli sfilò boxer e pantaloni con un sorrisetto.
"Mai stato più sicuro" confermò.
Iniziò a baciare la base del membro di Xanxus, leccando la pelle delicata dei testicoli. Man mano che l'eccitazione dell'altro aumentava, Dino la ricopriva di saliva, sentendo il sapore salato della pelle bollente.
Xanxus gli infilò la mano tra i capelli biondi, gettò il capo all'indietro godendosi le sensazioni. Sentì la lingua di Dino leccargli la punta del membro e gli tirò d'istinto i capelli, spingendosi verso la sua bocca. Dino lo avvolse tra le labbra senza fare resistenza, rilassò i muscoli della gola per riuscire a prendere l'altro fino alla base.
Poggiò una mano sulla coscia di Xanxus per sostenersi, usando l'altra per slacciarsi i pantaloni, e riuscì a infilarla nelle mutande.
Prese a succhiare e masturbarsi allo stesso tempo, la propria erezione pulsava e iniziò a gocciolare appena. Dino si inumidì le dita il meglio possibile e, nonostante la posizione scomoda, si penetrò con indice e medio.
Prese a prepararsi, senza smettere di succhiare e leccare l'erezione di Xanxus, passando la punta dei canini sulla pelle tesa. Xanxus aveva il respiro affannato, gli occhi rossi liquidi mentre stringeva con forza i capelli mossi di Dino. Questi si scostò, si leccò le labbra e si mise in piedi, togliendo i propri indumenti.
"Stenditi".
Xanxus obbedì, Dino gli salì sopra mettendo le ginocchia ai lati del suo bacino, afferrò la base del membro di Xanxus e iniziò a farlo entrare in sé.
Xanxus afferrò le coperte e le strinse nei pugni con forza, sentendo l'altro stretto attorno alla sua erezione che, un po' alla volta, veniva avvolta dal calore dell'altro.
Dino annaspò, tolse la mano che teneva il membro di Xanxus e lo lasciò affondare del tutto con un gemito rotto. Mosse appena i fianchi sistemandosi sul grembo dell'alto e sobbalzò sentendolo toccare la propria prostata.
Abbassò il capo incontrando gli occhi di Xanxus, teso e sudato, che si teneva alle coperte per restare immobile. Dino gli rivolse un piccolo sorriso e iniziò a cavalcarlo, tenendosi alle sue spalle muscolose per avere un appoggio sicuro.
Gettò indietro il capo con la bocca spalancata e gli occhi talmente liquidi da sembrare più neri che castani, faceva leva con le braccia sulle spalle di Xanxus e con le ginocchia sul materasso, perdendosi nella sensazione di piacere che sentiva ad ogni movimento.
Grosse gocce di sudore gli scivolavano sulla pelle abbronzata mentre i suoi movimenti si facevano più erratici, Dino poteva percepire l'orgasmo avvicinarsi.
"Xanxus" annaspò, e portò la mano a toccare le nocche bianche dell'altro.
Xanxus sciolse la presa dalle coperte e gli afferrò i fianchi, rivoltandolo sul letto con uno scatto. Gli afferrò la coscia e gliela sollevò fin sopra la propria testa, spingendosi con colpi secchi e veloci di bacino.
Dino arcuò la schiena e lo baciò per soffocare un grido di piacere mentre l'orgasmo lo investiva. Xanxus gli morse il labbro scostandosi dalle sue labbra, continuò a muoversi dentro Dino e gli leccò la gamba che teneva sollevata. Dino gemette aggrappandosi alle sue spalle, la sovrastimolazione lo faceva annaspare a metà tra dolore e piacere. Gli graffiò la pelle sentendo l'eccitazione iniziare nuovamente a crescere, Xanxus stava lasciando succhiotti nel suo interno coscia senza mai smettere di muoversi.
L'insieme di sensazioni annebbiava la mente di Dino, che riusciva solo a gemere tra le spinte e i morsi dell'altro.
Xanxus gli avvicinò le labbra all'orecchio con un sogghigno, soffiando: "Ancora sicuro?".
Dino cercò di metterlo a fuoco, sogghignando a propria volta.
"Mai stato più sicuro" soffiò.
Xanxus emise un basso verso roco simile a fusa, si puntellò con le ginocchia sul letto e portò la mano libera a masturbare Dino, nuovamente eccitato. Questi arcuò la schiena al tocco sulla pelle sensibile, spalancò gli occhi e venne di nuovo, sentendo anche Xanxus raggiungere l'orgasmo.
Xanxus uscì da lui e rotolò di lato, Dino gli si accostò e poggiò il capo sulla spalla.
"Devo dire a Squalo di chiamarmi più spesso" scherzò, con la voce ancora roca.
Xanxus sogghignò divertito, gli posò la mano sulla guancia.
"Può essermi utile qualcuno che mi ricordi le mie regole".
Dino rise, sbadigliò e si accoccolò al suo fianco.
"È ciò per cui esistono le Nuvole" mugugnò.
