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Dal divano arrivarono una serie di sbuffi scocciati, insieme a un paio di esclamazioni colorite.
David Hollander alzò gli occhi dal New Yorker, voltandosi verso sua moglie: "Yuna?" chiese, pentendosene immediatamente.
"La madre di Kip Grady continua a condividere cose su Scott Hunter!" rispose subito lei, come se non vedesse l'ora di lamentarsene.
"Kip Grady?" domandò lui aggrottando le sopracciglia. Non aveva la coscienza enciclopedica della moglie in fatto di hockey, ma era abbastanza certo di non aver mai sentito un giocatore con quel nome. E poi Scott Hunter non era orfano e senza parenti? Ricordava una storia tragica…
Sua moglie alzò gli occhi al cielo: "il fidanzato di Scott Hunter. Sono amica di sua madre su Facebook!"
"Perché sei amica della madre del fidanzato di Scott Hunter su Facebook?"
Yuna si strinse nelle spalle: "solidarietà, credo. Qualcosa in comune lo abbiamo in fondo, no? e poi me l'ha chiesta lei l'amicizia. Sarebbe stato scortese rifiutare."
"Continuo a non capire il motivo del tuo scontento."
"é tutto un vantarsi di Scott! Suo figlio non gioca nemmeno, si è solo fidanzato con un hockeista ! Mentre io ho in casa i due migliori giocatori del anno, e non posso..."
"Ti stai lamentando perché non puoi vantarti di Shane e di Ilya?"
Yuna feceun verso frustrato: "Non mi sto lamentando perché non posso vantarmi! Voglio solo dire che mi piacerebbe esprimere lo stesso supporto che lei da a Scott a Ilya. E IO ne capisco di hockey. la madre di Kip Grady si è congratulata con Scott per una partita disastrosa!"
“Beh, nessuno ti impedisce di seguire anche le partite dei Centaurs. Non è vietato per legge, e sono sicuro che ad Ilya farebbe piacere.”
La moglie mise giù il telefono e strinse gli occhi: aveva la faccia determinata di qualcuno che sta architettando un piano. David trattenne il respiro, pronto per ciò che sarebbe seguito.
"Giusto. Questa sera i Centaurs giocano in casa, posso andare alla partita."
Forse non era stato il suggerimento migliore da darle.
"hai in mente qualcosa in particolare?"
"Assolutamente no! Abitiamo ad Ottawa, sono la squadra della nostra città!"
“Anche Shane gioca in casa questa sera.
“Oh, potrà fare a meno di sua madre ormai, è grande!” Replicò Yuna, alzandosi per prepararsi.
David sospirò: "Beh, immagino che ci andrò da solo"
Shane controllò la notifica sul telefono : era un messaggio di Ilya. Aggrottò le sopracciglia, chiedendosi cosa ci fosse cosi importante da scrivergli durante l’intervallo della sua partita.
Giocavano entrambi quella sera, ma in due città diverse e con due orari diversi. Il che voleva dire che per quando Shane avesse finito tutto, Ilya sarebbe già arrivato a casa sua, a Montreal.
"Hollander, tua madre è alla mia partita” lesse velocemente, prima di infilarsi la divisa.
Non era così insolito che sua madre andasse a vedere una partita dei Centaurs, ma quella sera giocava anche lui e si era aspettato che presenziasse alla sua, di partita.
Comunque, era un gesto carino. Magari non se la sentiva di guidare e sapendo che Ilya l'avrebbe raggiunto a Montreal non voleva essere di troppo. Strano, però, le partite le seguiva sempre, anche quando non si fermava da loro per lasciargli la loro privacy.
Digitò velocemente: “ha l’abbonamento. Mia madre é fissata con l’hockey.”
“Fanculo, potevi dirmelo! Ora dovrò comportarmi da bravo ragazzo!”
“Salutamela” scrisse, per poi posare il telefono nell' armadietto dello spogliatoio.
scosse la testa divertito, ricordando la faccia di Ilya davanti a sua madre quando si erano conosciuti per la prima volta.
A fine partita, mentre caricava il borsone in auto, Ilya sentì la tasca vibrare. Lo tirò fuori, chiedendosi chi fosse a quell’ora: "bella partita! I centaurs avevano bisogno di uno come te. Yuna"
Lesse il messaggi due volte, chiedendosi perché Yuna avesse il suo numero.
Non sapendo bene come rispondere, si limitò a un "Grazie!" perché in fondo aveva detto che avrebbe fatto il bravo e quella era la mamma di Shane.
E poi aggiunse, incapace di fermarsi: "peccato che abbiamo perso."
"hai comunque giocato bene, la squadra ha bisogno di crescere e dovete ancora conoscervi. Vedrai che la prossima partita andrà meglio.Yuna."
Ilya aggrottò le sopracciglia: non era la risposta che si aspettava da una donna iper fissata con l'hockey come ne aveva parlato Shane. Suo padre non avrebbe mai risposto così. Sorrise tra sé e rispose con un secondo grazie, per poi rimettersi il telefono in tasca e partire alla volta di Montreal, dimenticandosi di quello scambio strano.
Due settimane dopo, fu David a rimanere a Ottawa.
Ilya non si era accorto della sua presenza sugli spalti, era stato impegnato a vincere con tutto se stesso quella partita, quindi si stupì di ricevere un suo messaggio sul telefono alla fine di tutto.
"Bel gioco! Ci prendiamo una birra quando finisci? Ne ho un paio in fresco a casa! David (papà Shane)"
Ilya guardò lo schermo, non sapendo bene cosa rispondere: non aveva molta esperienza di padri, men che meno del tipo che lo invitavano a casa loro, ma quel "papà Shane" inserito dietro la firma gli provocò un corto circuito mentale.
Sapeva chi era David, perché aggiungere anche quella postilla? Credeva davvero che Ilya conoscesse cosi tanti David da doverlo specificare? E poi perché voleva bere insieme?
Comunque, Ilya era stato educato ad ubbidire ai padri, senza se e senza ma, quindi si limitò a un "okay. grazie." di risposta.
Sbuffò , e poi mandò un messaggio a Shane: "tuo padre mi ha invitato a casa sua per una birra."
Shane rispose subito: "sono felice che andiate d'accordo!! bella partita, li avete distrutti a questo giro!"
Ilya scosse la testa: "era facile. Sicuro che non sia una scusa per uccidermi e buttare il mio povero corpo in qualche vicolo buio?"
"Naa, si sporcherebbe le scarpe. Per fortuna l’altra squadra era debole, cosi hai ancora qualche energia per bere con lui." rispose Shane, facendolo sorridere.
Prese a mangiucchiarsi la collanina, divertito da quello scambio: "ho comunque segnato più goal di te finora. Ok, se non hai mie notizie entro tre ore chiama il 911."
"Siamo in Canada!! E hai giocato una partita in più di me!!"
"eppure..."
"stronzo. ti amo, non vedo l'ora di vederti! Se mio padre non ti uccide.”
"Ti piacerebbe. Ti amo anch’io, a domani! xoxo"
Mise via il telefono, decisamente più leggero, e si diresse verso casa Hollander curioso di scoprire cosa lo aspettava per quella sera.
Un mese dopo.
Dopo aver posteggiato nel garage di Ottawa, Shane scese dall’auto, sbadigliando rumorosamente. Arrivava da una partita a Montreal, e la fatica si stava facendo sentire, ma sia lui e sia Ilya avevano due giorni liberi di fila e non aveva intenzione di sprecare neanche un secondo lontano da lui.
La sua tasca prese a vibrare: era Hayden. Shane si chiese cosa fosse successo in quelle poche ore da che si erano salutati a fine partita.
“Ehi, che succede?”
“Shane, ehm. amico, hai sentito tua madre ultimamente?”
Shane aggrottò le sopracciglia: “mia madre? Perché?”
“Sono entrato su Facebook prima e non so… assicurati solo che stia bene!”
Shane chiuse la comunicazione, ancora più perplesso di prima. Si appoggiò al cofano dell’auto ed entrò su Facebook, alla ricerca del profilo di sua madre: una scarica di rosso e nero lo accecò. Sua madre aveva condiviso ogni singolo post dei Centaurs, molti dei quali con protagonista Ilya. Si sentì sbiancare: avevano annunciato la fondazione, certo, ed erano pubblicamente amici e tutto il resto, ma quello era decisamente troppo!
In quel mare di rosso e nero, però, qualcos’altro attirò la sua attenzione: Yuna aveva condiviso e commentato il post di una signora che di cognome faceva Grady, e in cui si parlava di Scott Hudson.
Shane cliccò sul profilo della donna: era la madre del fidanzato di Scott, lo aveva conosciuto a New York ma non erano cosi intimi da aver mai conosciuto la sua famiglia. La signora aveva condiviso dei post in cui parlava di quanto fosse fortunata ad avere Scott in famiglia e Yuna aveva ripreso lo stesso post ma parlando generalmente dei Centaurs e… del loro nuovo acquisto?
E la madre di Kip aveva fatto lo stesso, in un botta e risposta che sembrava assolutamente innocuo. Tranne per chi sapesse.
Certo, tutti i commenti di Yuna erano rivolti alla squadra, alla città e alla Fondazione tecnico, ma erano parecchi. A Shane sembrò quasi una gara a chi si vantava di più, cosa che sua madre non avrebbe assolutamente fatto, vero?
“Devo andare dai miei” scrisse a Ilya, che lo aspettava al piano di sopra
“Ti accompagno, cosi guido io. Dove sei?” Rispose immediatamente l’altro.
Shane sorrise: era una delle cose che amava del suo fidanzato, quanto fosse fiducioso nei suoi confronti e pronto a seguirlo ovunque, senza neanche chiedere i motivi.
“Garage. Ti spiego mentre andiamo.”
Arrivarono a casa Hollander in poco tempo: Ilya aveva scelto un appartamento non troppo distante da loro, cosi che Shane non dovesse fare troppa strada per visitare i suoi genitori. Vivere su due città diverse era già abbastanza difficile senza complicarsi ulteriormente la vita.
Posteggiò l’auto nel garage, per passare dalla porta interna. Era ormai un abitudine, ma Ilya non vedeva l’ora di poterla mollare in mezzo alla cazzo di strada un giorno, davanti a tutti.
Shane lo precedette in casa: “Mà!” Urlò, mentre lasciava le scarpe all’ingresso. “mà!”
Ilya fece lo stesso, ordinando le sue e quelle del fidanzato: era incredibile come passasse dall’essere la persona più ordinata del mondo quando erano da loro a regredite in un adolescente incasinato a casa dei suoi. Suo padre lo avrebbe frustato con la cinghia se mai si fosse permesso di fare una cosa del genere, e che David non (almeno!) sgridasse Shane per il disordine continuava a essere fonte di stupore per lui.
“Shane! Non vi aspettavo, ragazzi, che bella sorpresa!” Rispose sua madre raggiungendoli.
Li baciò entrambi sulle guance, causando un lieve rossore su quelle di Ilya.
La seguirono in salotto, dove David li accolse felice: “Shane! Ilya! Che bella sorpresa! Ilya é arrivato il nuovo numero del New Yorker, se vuoi leggerlo l’ho già finito!”
Ilya ignorò le sopracciglia alzate di Shane e rispose in maniera educata: “Grazie David, molto gentile!”
“Ah! Aspetta di arrivare a pagina 15!”
“La cena é quasi pronta, vi fermate? Aggiungo due posti a tavola!“
“Ti aiuto” replicò Shane, indicando con gli occhi a Ilya di non muoversi dal soggiorno
La segui in cucina: “ho fatto un giro su Facebook ” le disse, senza tanti preamboli. “Sul tuo profilo.”
“Oh? Mi hanno hakerato?”
“Stai facendo a gara con la madre di Kip Grady a chi condivide più post sul fidanzato del figlio?”
Yuna ebbe la decenza di arrossire: “forse ho condiviso un paio di post” disse, evitando di guardarlo in faccia.
“Mamma!!”
“Stavo solo cercando di mostrare il mio supporto a tutti e due! La madre di Kip parla continuamente di Hunter e…”
“È una cazzo di gara per te?!”
“Non imprecare, Shane, non c’è ne bisogno. Erano solo un paio di post, posso cancellarli se ti disturbano tanto”
“Cancellarli!!” ululo lui, ormai a un passo dal andare in panico.
Senti una mano toccargli il braccio: Ilya li aveva raggiunto in cucina, probabilmente attirato dai toni.
“Va tutto bene?” Gli chiese una nota di preoccupazione nella voce.
“Si, mia madre ha solo deciso di farci scoprire facendo a gara a chi condivide più cose sul cognato su Facebook.”
Ilya aggrottò le sopracciglia, chiedendosi se non si fosse perso un pezzo nella traduzione.
Shane gli sporse il telefono per aiutarlo a capire meglio, e un ghigno soddisfatto si apri sul volto del suo compagno.
"Святое дерьмо!” Imprecò in russo, ma con un tono decisamente troppo soddisfatto per l'umore di Shane
“Fantastico. Siete tutti felici e sono il solo ad essere pazzo. Ottimo.”
“Non sei pazzo. Potrei davvero aver esagerato.” Lo confortò sua madre, abbracciandolo.
Ilya sembrò realizzare qualcosa: “Ehi, fermi un attimo! per questo che sono venuto qui dopo la partita? Per la guerra tra mamme?"
“Ci sembrava assurdo che…abitassi ad Ottawa e rimanessi da solo quando Shane non c’è. Sei parte della famiglia adesso, anche se non possiamo dirlo pubblicamente. Non ancora, almeno. Forse abbiamo esagerato, ma sapete quanto teniamo a voi. E quanto tua madre sia fissata con l'hockey. Credo che il fatto di avere in famiglia non uno, ma ben due giocatori pazzeschi abbia temporaneamente offuscato la sua capacità di giudizio.” spiegò David, che li aveva raggiunti silenziosamente.
Yuna lanciò uno sguardo assassino a suo marito da sopra il braccio di Shane, ma non lo smentì: non era cosi sbagliato ciò che aveva appena detto.
Shane respirò, lasciando andare sua madre: “okay, mi spiace. Ho esagerato anche io. É stato molto carino da parte vostra, solo ... un pochino meno, magari?”
"Niente più gare di Facebook, promesso. mi limiterò a commentare le partite, visto che qualcun'altra non ha la minima idea di come sia fatto un dischetto da hockey." affermò Yuna, alzando due dita a mo' di promessa.
“Visto?”
“David Hollander! Non c’è niente di male ad essere competitivi!”
“Fallo senza condividere ogni singolo post dei Centaurs su Ilya” la redarguì Shane, ma questa volta sorrideva e la rabbia di poco prima era scomparsa.
Si sedettero a tavola, per mangiare finalmente qualcosa tutti insieme. Guardò i suoi genitori scherzare amabilmente con Ilya, e suo padre che lo faceva arrossire dichiarandolo il "nuovo figlio-progetto di Yuna". Sapeva che Ilya avrebbe negato fino alla morte il colore sulle sue guance, ma non gli importava: era parte del gioco.
Una parte di lui era felice per tutto quello: significava che i suoi tenevano davvero a loro due, e che Ilya era ufficialmente parte della famiglia. Lo era anche prima, ma vederlo dimostrato cosi faceva un'altro effetto. Avrebbe voluto poterlo gridare al mondo, in quel momento esatto, ma le cose non erano così semplici e per ora non poteva fare altro che aspettare.
Allungò una mano per stringere quella di Ilya, regalandogli un piccolo sorriso. I loro sguardi si incontrarono: Un giorno, si dissero, senza bisogno di parole. Un giorno lo sapranno tutti.
