Chapter Text
Stati Uniti d’America, 1866
«Mi deludi, Giles.»
Quentin Travers passeggiava pigramente per la stanza, come se non avesse alcuna preoccupazione al mondo.
Al centro della grande segreta si ergeva un trono; era tutto fuorché un seggio d’onore.
Incatenato mani e piedi, e spezzato da ore di torture e giochi mentali, l’ex Osservatore era afflosciato su sé stesso.
Solo rozze catene gelide lo tenevano abbastanza eretto da permettergli ancora di guardare il suo boia. Era stato un avversario spietato, e solo il pensiero della sua Jenny gli aveva impedito di capitolare.
Lei era fiera e aveva sopportato ben di peggio nella sua breve vita. Voleva essere degno del suo coraggio. Non avrebbe mai ceduto ai suoi carcerieri.
«Mi m-mi scuuso p-per l’i—nconveniente…» mormorò il Duca.
Elizabeth era al sicuro, lo sapeva, altrimenti lo avrebbero già eliminato da tempo. Doveva continuare a mentire o smettere di parlare, nascondere quel poco che in realtà sapeva.
Doveva darle abbastanza tempo per sparire.
«Oh, non fraintendermi, sono lieto che siamo finalmente riusciti a parlare… faccia a faccia. Anche se non ne resta poi molto della tua, per quanto anonima.»
Il Duca si lasciò sfuggire una risata flebile.
«Eppure speravo avessi conservato almeno un briciolo di giusto rispetto per i nostri usi.»
«M-marci all’inferno…» Travers sospiró, con un rimpianto quasi sincero.
«Il fatto è che non ho affatto bisogno del tuo aiuto.»
A quelle parole, Giles sollevò il capo, il terrore gli geló le ossa.
«Sapevamo fin dall’inizio dove si trovava l’Abominio e chi fosse con lei…»
No.
«Oh sì.» Quentin lo osservò con compassione. «Abbiamo effettivamente intercettato quelle prime lettere che vi siete scambiati. Piuttosto banali e noiose, ma ci hanno comunque fornito alcuni spunti.»
Giles lasciò sfuggire un sospiro sconfitto, poi una terribile furia colma d’angoscia lo travolse.
«E allora perché!?»
«Oh, perché hai dovuto sopportare tutto questo?» Travers schioccò la lingua, infastidito.
«Il Consiglio mi aveva detto che eri irredimibile, ma volevo constatarlo di persona.»
L’uomo annuì, riprendendo a camminare.
«Volevo sapere quanto a lungo avresti resistito per una puttana demoniaca. Non riuscivo a credere, vedi, che potessi abbassarti a tanto.»
Giles indietreggiò all’insulto, ma le catene affondarono nelle sue ferite, dispensando una nuova ondata di dolore.
«Ecco perché sono deluso.»
Qualcuno si mosse furtivamente alle sue spalle. Travers si avvicinò con calma al nuovo arrivato e rimase deliberatamente fuori dalla vista.
Borbottarono agitati per parecchio tempo, poi l’emissario se ne andò.
«Ora mi scuserai se non mi occuperò personalmente della tua liberazione—oh sì, tornerai dalla tua puttana zingara. Non rischieremo di nuovo la sua ira uccidendo qualcuno che ama. Inoltre…»
Il ghigno sul volto di Travers gli fece strisciare la pelle.
«…abbiamo appena acquisito qualcuno per lei infinitamente più prezioso di te.»

