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Quel che Resta della Notte

Summary:

Sono passati decenni da quando Buffy Summers ha smesso di essere soltanto una Cacciatrice.

Ora è diventata qualcosa che il Consiglio teme, qualcosa che il mondo non sa come definire, qualcosa che la notte riconosce.

Nel cuore della Bocca dell'inferno vecchi debiti reclamano vendetta — e non tutti i mostri hanno le zanne.
«Le hanno insegnato a dare la caccia ai mostri. Non le hanno mai insegnato cosa fare quando il mostro è la famiglia.»

Notes:

Cari lettori benvenuti al secondo capitolo della serie “La Stirpe dell'Ombra”!
È necessario leggere il primo per capire cosa succede? Ve lo consiglio caldamente, ma inserirò una breve sinossi nelle note finali se preferite saltarlo.

Se “Broccati, Tenebra e Paletti” era una fanfiction dal sapore di feuilleton, ambientata nella Londra vittoriana, QCRDN è ambientata in epoca moderna, con alcuni flashback pensati per dare la giusta atmosfera al capitolo e per mostrare un po’ della storia di Buffy e Spike attraverso il tempo.
Ne consegue che il linguaggio utilizzato è molto più moderno e, probabilmente, più “buffyano”.

Per concludere: la mia Buffy non è esattamente la Buffy della serie TV, anche se condividono alcune somiglianze. Potrebbe sembrare OOC, ma credo sia coerente con la persona che è diventata nel corso dei secoli. Fatemi sapere cosa ne pensate!

Programmazione delle pubblicazioni: la fanfiction è completa e conta in totale 16 capitoli. Pubblicherò un capitolo a settimana, così da avere il tempo di portare a termine un altro lavoro a cui sto attualmente lavorando (non collegato a questa serie).

(See the end of the work for more notes.)

Chapter 1: Atto Primo - Ritorno

Chapter Text

Stati Uniti d’America, 1866


«Mi deludi, Giles.»

Quentin Travers passeggiava pigramente per la stanza, come se non avesse alcuna preoccupazione al mondo.

Al centro della grande segreta si ergeva un trono; era tutto fuorché un seggio d’onore.
Incatenato mani e piedi, e spezzato da ore di torture e giochi mentali, l’ex Osservatore era afflosciato su sé stesso.

Solo rozze catene gelide lo tenevano abbastanza eretto da permettergli ancora di guardare il suo boia. Era stato un avversario spietato, e solo il pensiero della sua Jenny gli aveva impedito di capitolare.

Lei era fiera e aveva sopportato ben di peggio nella sua breve vita. Voleva essere degno del suo coraggio. Non avrebbe mai ceduto ai suoi carcerieri.

«Mi m-mi scuuso p-per l’i—nconveniente…» mormorò il Duca.

Elizabeth era al sicuro, lo sapeva, altrimenti lo avrebbero già eliminato da tempo. Doveva continuare a mentire o smettere di parlare, nascondere quel poco che in realtà sapeva.

Doveva darle abbastanza tempo per sparire.

«Oh, non fraintendermi, sono lieto che siamo finalmente riusciti a parlare… faccia a faccia. Anche se non ne resta poi molto della tua, per quanto anonima.»

Il Duca si lasciò sfuggire una risata flebile.

«Eppure speravo avessi conservato almeno un briciolo di giusto rispetto per i nostri usi.»

«M-marci all’inferno…» Travers sospiró, con un rimpianto quasi sincero.

«Il fatto è che non ho affatto bisogno del tuo aiuto.»

A quelle parole, Giles sollevò il capo, il terrore gli geló le ossa.

«Sapevamo fin dall’inizio dove si trovava l’Abominio e chi fosse con lei…»

No.

«Oh sì.» Quentin lo osservò con compassione. «Abbiamo effettivamente intercettato quelle prime lettere che vi siete scambiati. Piuttosto banali e noiose, ma ci hanno comunque fornito alcuni spunti.»

Giles lasciò sfuggire un sospiro sconfitto, poi una terribile furia colma d’angoscia lo travolse.

«E allora perché!?»

«Oh, perché hai dovuto sopportare tutto questo?» Travers schioccò la lingua, infastidito.

«Il Consiglio mi aveva detto che eri irredimibile, ma volevo constatarlo di persona.»

L’uomo annuì, riprendendo a camminare.

«Volevo sapere quanto a lungo avresti resistito per una puttana demoniaca. Non riuscivo a credere, vedi, che potessi abbassarti a tanto.»

Giles indietreggiò all’insulto, ma le catene affondarono nelle sue ferite, dispensando una nuova ondata di dolore.

«Ecco perché sono deluso.»

Qualcuno si mosse furtivamente alle sue spalle. Travers si avvicinò con calma al nuovo arrivato e rimase deliberatamente fuori dalla vista.

Borbottarono agitati per parecchio tempo, poi l’emissario se ne andò.

«Ora mi scuserai se non mi occuperò personalmente della tua liberazione—oh sì, tornerai dalla tua puttana zingara. Non rischieremo di nuovo la sua ira uccidendo qualcuno che ama. Inoltre…»

Il ghigno sul volto di Travers gli fece strisciare la pelle.

«…abbiamo appena acquisito qualcuno per lei infinitamente più prezioso di te.»